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Castello di Landiona - Resti

immagine ingrandita Castello di Landiona - Vista Frontale (apre in nuova finestra) Al Castello va riconosciuta priorità, non soltanto perché ha contrassegnato la vita quotidiana nel periodo medioevale, ma anche per essere sempre stato al centro delle scarse notizie sulla comunità landionese giunte fino a noi ed, in parte, richiamate nelle pagine precedenti.
D'altronde la sua importanza è comprensibile, visto che - ad esempio - fra il 1277 ed il 1285 il Comune di Novara sentì addirittura l'obbligo di riservare cinquecento uomini per potenziare le strutture difensive del villaggio, e con ciò proteggere anche la città.
Oggi, agevolmente visibile da piazza Vittorio Emanuele III, esso mantiene ancora identificabili parte della sua architettura medievale, sottolineata da una torre d'accesso le cui aggraziate proporzioni non sono state - per fortuna - troppo diminuite dai numerosi recuperi e restauri succedutisi negli anni. Anzi, essa è divenuta un po' il simbolo di Landiona, tanto da costituire la parte centrale dello stemma municipale odierno.
Come già accennato nelle pagine precedenti, il Castello di Landiona fu costruito da Paolo Caccia intorno al 1280, e subì poi continue divisioni dovute ai numerosi proprietari che lo abitavano, spesso anche contemporaneamente. Esso era raccolto attorno ad un ampio cortile che oggi si presenta acciottolato, cinto sui quattro lati da un muro fortificato la cui struttura, purtroppo, è solo immagine ingrandita Castello di Landiona - Torre del Tega (apre in nuova finestra) immaginabile viste le molte parti ampiamente rimaneggiate. L'ingresso si trovava sul lato est, ed era costituito da un portone con ponte levatoio, affiancato da una porticina più piccola. Su tutto sovrastava la torre quadrata, cui più tardi fu aggiunta la loggetta superiore. Prima dell'assedio del 1361 anche nell'angolo nord-ovest si trovava una torre, e così pure sul lato meridionale dove sorgeva il cosiddetto “palacium”, ossia la zona residenziale formata da stanze al pianterreno - precedute da un portico - e da altri vani al piano superiore. Tutto intorno è assai probabile che ci fosse il fossato, oltre il quale passava la strada.
Oggi s'intravedono qua e là ampi frammenti di muri listati con mattoni, che delimitano ampi settori di ciottoli di fiume lavorati a spina di pesce ed intervallati da corsi di pietre. Soprattutto il corpo nord mostra ancora oggi una interessantissima facciata ricca di questi pregevoli muri che fanno ben comprendere la notevole qualità del complesso e fors'anche la sua fondamentale vocazione residenziale.
Va inoltre ricordato che, esternamente ai quattro corpi di fabbrica che cingono il cortile, compaiono verso sud alcuni resti murari con struttura a ciottoli appartenenti probabilmente a qualche antemurale che recingeva il Castello. E da quanto risulta dalla mappa Rabbini - sempre precisa - la situazione planimetrica ottocentesca, proprio in questa zona, presentava un'ampia spianata che dava respiro alla facciata meridionale del Castello (cioè l'attuale Municipio) e raggiungeva addirittura la via Marconi.

immagine ingrandita Castello di Landiona - Interno (apre in nuova finestra)immagine ingrandita Castello di Landiona - Targa (apre in nuova finestra)

Tratto da:
"Landiona nel tempo" (Cenni storico-ambientali)
Amministrazione Comunale di Landiona 2002
Testi di Anna Maria Boca

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